Il sentimento, la tecnica e la storia.
In
G. Simmel, il discorso sulla tecnica è il discorso del sentimento, umanistico,
o della paura, che si contrappone alla storia.
L’essenza, cioè, per ciò che quel
sentimento è, non s’identifica con la storia
e la tecnica.
L’essenza è come qualcosa di pesante e «morale»,
resistente, che si oppone a qualcosa di leggero e immorale; essa è essenza
propria, minacciata e da custodire: così è fatto il sentimento.
Esso,
ciò che si trova davanti e che lo nutre, è qualcosa come una rivoluzione
tecnica, progressi sensibili, che investono la società e la sensibilità dell’io sociale.
Rivoluzione,
dal canto suo, è qualcosa di fronte a cui il sentimento, come sentimento
dell’uomo, non si riconosce.
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| Georg Simmel |
Che
cos’è, per questo sentimento umano, che si presenta, l’epoca nella quale si
scrive? L’epoca nella quale si scrive, meglio: che si ha davanti agli occhi e
si vuole descrivere, dato questo sentimento, non è l’epoca che segna un balzo
in avanti nella potenzialità tecnica dell’uomo (quella stessa che dà la possibilità
all’uomo di farsi forte del lusso di sentimenti di ritrosia), laddove l’una e
l’altro appaiono vicini; ma l’epoca del «dominio della tecnica» sull’uomo.